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Passato WEB3 · Blockchain & Web3 ONLINE Online

Incontro 45 — Web 3: cos

DATA
30 giugno 2022
SPEAKER
David Orban

Sull'evento

L'incontro esplora l'evoluzione di Internet verso una terza generazione decentralizzata, fondata su tecnologie blockchain e smart contract. Si analizzano le implicazioni della trasformazione verso ecosistemi dove gli utenti recuperano il controllo su dati, identità e proprietà digitale.

I temi affrontati

  • Bitcoin come primo esempio di protocollo decentralizzato e prova criptografica
  • Smart contract e token: nuovi strumenti per proprietà e valore digitale
  • Confronto tra Web2 (piattaforme centralizzate) e Web3 (reti peer-to-peer)
  • Decentralizzazione e ridistribuzione del potere agli utenti
  • DAO e governance decentralizzata tramite blockchain
  • Metaverso come applicazione di Web3
  • Sfide energetiche, normative e di sicurezza
  • Rischi e opportunità della transizione tecnologica

Il racconto

Dalle fondamenta di Bitcoin

La storia di Web3 inizia con Bitcoin nel 2008-2009. Il protocollo nasce dalla visione di Milton Friedman, che negli anni Novanta aveva anticipato come Internet sarebbe divenuta fondamentale non solo per comunicare, ma anche per scambiare valore in modo completamente distribuito, senza intermediari e senza che alcuno potesse impedire queste transazioni. Bitcoin realizza questa visione: è il primo sistema monetario decentralizzato, completamente open source, basato su una rete peer-to-peer in cui tutti gli attori sono posti sullo stesso piano. Nessuno ha il potere di censurare, bloccare o controllare le operazioni. La sicurezza non riposa su istituzioni centrali, bensì su prove criptografiche universali e matematiche.

Il protocollo blockchain sotteso a Bitcoin è un insieme di tecnologie, molte risalenti agli anni Settanta, capaci di funzionare in condizioni avverse. A differenza di sistemi tradizionali, che ipotizzano un cyberattacco, la blockchain è costruita partendo dalla certezza che gli attacchi arriveranno, anche dall'interno della rete. È la prima tecnologia immune ai propri attacchi interni. Una rete distribuita e aperta, dove nessuno conosce la forma esatta né il numero preciso di computer che la compongono, genera una resilienza straordinaria. I dati rimangono incapsulati in una struttura rigida e stagna: la catena di blocchi concatenata mediante criptografia, dove ogni blocco contiene l'impronta del precedente. Questa architettura traccia immutabilmente l'evoluzione delle transazioni nel tempo. Tutto si basa su due pilastri: la criptografia non per nascondere informazioni, ma per creare trasparenza e verificabilità—firme digitali che autorizzano e provano chi ha compiuto un'operazione—e la teoria dei giochi, per assicurare che l'interesse personale di ogni partecipante converga verso il corretto funzionamento della rete.

Il salto verso la blockchain generalizzata

Bitcoin dimostra che la blockchain è più che una valuta: è una tecnologia potente capace di trasformare interi settori. Se consente una moneta decentralizzata e incensurabile, quanti altri problemi può risolvere? Questa domanda segna il passaggio successivo. La blockchain genera cambiamento disruptivo perché non è semplicemente uno strumento da sostituire a un database: costringe a ripensare modelli di business, design dei progetti, assunti organizzativi. Una realtà Web2—centralizzata, opaca, controllata—fatica a convivere con la trasparenza che la blockchain richiede.

I benefici di questa tecnologia sono chiari: trasparenza verificabile che elimina fiducia istituzionale, tracciamento immutabile di informazioni che rimangono scritte per sempre, efficienza in alcuni processi—un trasferimento di valore con Bitcoin può avvenire in pochi minuti anziché giorni—e riduzione dei costi. Smart contract—programmi che vivono sulla blockchain acquisendo immutabilità, verificabilità e trasparenza—permettono per la prima volta al software di manipolare asset digitali, garantire proprietà e, essenzialmente, fungere da banca. Aprono il dominio dei token: unità di valore rappresentate nel digitale, fungibili (scambiabili uno a uno, come le monete) o non fungibili (NFT, unici e non scambiabili, come case o dipinti). Un certificato di partecipazione a un evento, ad esempio, è un token non fungibile perfetto: solo chi ha partecipato lo possiede e rimane legato a quella persona.

Web3 e il ritorno del controllo

Web1, negli anni Novanta, era statico: gli utenti consultavano pagine in modo passivo. Web2, dagli anni 2000, ha introdotto l'interazione: gli utenti generano contenuto, popolano social network, ma i loro dati e creazioni rimangono proprietà delle piattaforme centrali. Web3 segna una nuova discontinuità. L'identità non è più legata a un username-password, né a un login tramite social network gestito da una società centrale. Nel Web3 l'identità è il wallet—un'identificazione basata su chiavi crittografiche che la blockchain riconosce. L'utente si presenta al mondo tramite il proprio wallet, che contiene asset, permessi e accessi definiti dal protocollo. La rivoluzione è questa: l'utente non usa il servizio di terzi, ma possiede effettivamente ciò che crea e consuma.

Se nel Web2 il contenuto generato dall'utente appartiene a Twitter, Facebook o YouTube, nel Web3 l'utente potrebbe essere il proprietario, decidendo di tenerlo, venderlo, riverdicarlo o cederlo. Nel Web2, il cloud è il computer di qualcun altro prestato a pagamento; nel Web3, il servizio è distribuito—chiunque può fornire una parte, ricevere una compensazione e gli utenti scelgono tra fornitori plurimi. IPFS (InterPlanetary File System) è un esempio: file distribuiti su centinaia di computer in tutto il mondo, ridondanti, resistenti alla perdita, completamente decentralizzati. Bitcoin per trasferire valore, StoreJ e Filecoin per l'archiviazione, browser come Brave che integra nativamente wallet e accesso ai servizi decentralizzati. La differenza di paradigma è totale: da "molti utenti che consumono servizi di un grande player centralizzato" a "molti utenti che si scambiano servizi tra loro e preservano il controllo su ciò che producono".

Caratteristiche e casi d'uso

Il Web3 si caratterizza per apertura—inclusivo, senza confini geografici, decentralizzato, permissionless: chiunque vi accede senza bisogno di autorizzazione. Gli utenti sono centrali, liberi di interagire. La privacy è rafforzata da crittografia in molti casi, pur mantenendo trasparenza sul protocollo. Non serve fiducia in entità centralizzate; il protocollo e la matematica garantiscono il corretto funzionamento. Le applicazioni sono concrete: DAO (Decentralized Autonomous Organizations), organizzazioni gestite tramite smart contract dove le votazioni e l'allocazione di fondi seguono regole scritte nel codice, non le decisioni di un'autorità centrale. Self-sovereign identity, dove individui provano la propria identità tramite mezzi tecnici, non documenti statali, aprendo accesso globale a servizi. Finanza decentralizzata che bypassa intermediari tradizionali. Il metaverso, ancora in fase sperimentale, dove ambienti virtuali sfruttano la blockchain per proprietà di asset digitali, economia interna e autonomia dagli editori centrali.

Le sfide aperte

Tuttavia, molti aspetti rimangono sperimentali e ancora da definire. Il metaverso è spesso equiparato a Minecraft o Fortnite solo per raggiungere statistiche sugli utenti; la realtà è che pochi lo usano effettivamente e il concetto stesso rimane vago. Il Web3 stesso è un progetto in divenire, con successi notevoli ma anche esempi di fallimento. L'energia consumata da Bitcoin è un dibattito legittimo, anche se ricerche recenti mostrano che l'intero sistema finanziario mondiale consuma 56 volte più energia; la questione non è se usare Bitcoin, ma se privare la rete della sicurezza che l'energia fornisce. La privacy è una sfida: nei sistemi decentralizzati, se i dati rimangono pubblici per trasparenza, la privacy deve essere difesa attivamente tramite criptografia, non per default. La governance è aperta: se non c'è nessuno che chiude la porta, chiunque può entrare, con benefici ma anche rischi. La regolamentazione—in particolare le spinte verso obblighi di dearaonimizzazione nei wallet—minaccia il cuore della proposta: la sovranità individuale.

Il cammino verso il futuro

Secondo le analisi presentate, perché il Web3 diventi la norma e le sue funzioni rimpiazzino completamente quelle del Web2 occorreranno 5-10 anni, non meno. Le grandi piattaforme dovranno reinventarsi: non potranno più monetizzare dati tramite pubblicità, ma dovranno trovare nuovi modelli di valore. Tuttavia il cambiamento stesso apre opportunità: interi settori potrebbero emergere attorno alla manutenzione e alla fornitura di servizi decentralizzati. Il metaverso rappresenta forse la sfida più affascinante: creare non un unico mondo virtuale, ma plurali, interoperabili, dove la proprietà di un'asset sia garantita da blockchain indipendentemente da quale metaverso l'ospita. È una visione ancora lontana, ma la direzione è tracciata.

Idee chiave

  • Bitcoin è il primo protocollo che scambia valore in modo decentralizzato, senza intermediari né censura, fondandosi su prove criptografiche e non su fiducia istituzionale.
  • La blockchain non è solo moneta: è una tecnologia capace di trasformare ogni settore dove trasparenza, tracciamento immutabile e disintermediazione aggiungono valore.
  • Smart contract consentono al software di manipolare asset digitali, garantendo proprietà tramite codice e crittografia anziché contratti legali tradizionali.
  • Nel Web3 gli utenti possiedono effettivamente i propri dati e creazioni tramite wallet e chiavi crittografiche, non dipendono da piattaforme centralizzate.
  • DAO e governance decentralizzata permettono organizzazioni senza autorità centrale, dove regole e votazioni risiedono nel codice.
  • La transizione verso Web3 non avverrà in mesi, ma in anni: occorrono 5-10 anni affinché diventi norma e le funzioni Web2 migrino verso architetture decentralizzate.
  • Il metaverso è ancora fortemente sperimentale e la forma definitiva rimane incerta, ma il Web3 offre la base tecnologica per proprietà e sovranità in ambienti virtuali plurali.

Riferimenti citati

  • Milton Friedman — visionario che negli anni Novanta preannunciò Internet come strumento di scambio di valore decentralizzato
  • Neil Stephenson — autore che introdusse il termine "metaverso" nel romanzo cyberpunk
  • William Gibson, Bruce Sterling — scrittori di cyberpunk che immaginarono mondi digitali
  • Bitcoin — primo protocollo di valuta decentralizzata, pubblicato nel 2008-2009
  • Ethereum — blockchain che introdusse gli smart contract
  • IPFS (InterPlanetary File System) — rete peer-to-peer per distribuzione decentralizzata di file
  • Polygon — blockchain per smart contract e transazioni
  • Brave — browser che integra nativamente wallet e servizi Web3
  • Tesla Optimus — robot umanoide menzionato rispetto al tema della produzione in scala
  • Second Life — piattaforma virtuale di riferimento storico per il metaverso

Speaker

DO
David Orban
Axelera × Singularity U Milan